Giusto un pizzico di color theory
- Leonardo G.

- 18 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Scegliere la color palette giusta è uno dei passaggi più delicati e strategici nella progettazione grafica. I colori non sono solo una questione estetica: parlano, emozionano, guidano l’occhio e definiscono il carattere di un brand o di un progetto visivo. In questo articolo voglio accompagnarti, passo dopo passo, in un approccio più consapevole e ragionato alla scelta dei colori, evitando soluzioni casuali e puntando invece a una palette solida, coerente e davvero efficace.
Capire l’identità del progetto
Ogni progetto grafico nasce da un’esigenza narrativa. Prima ancora di aprire una palette generator o di scegliere un colore che “ti piace”, chiediti cosa deve comunicare il progetto. Un brand di cosmetica naturale avrà esigenze diverse da un progetto legato al gaming, così come un sito di consulenza finanziaria non può permettersi gli stessi toni di una campagna pubblicitaria che punta alla creatività.
Un esempio: immagina di dover creare l’identità per “Verdeaura”, un brand immaginario di prodotti botanici. Il nome stesso suggerisce freschezza, natura e armonia. In questo caso, sarebbe naturale iniziare da tonalità di verdi e beige, capaci di evocare calma e autenticità. Ma sceglierle non basta: bisogna capire quali sfumature comunicano davvero il messaggio. Un verde troppo acido potrebbe richiamare energia e giovinezza, mentre un verde profondo e desaturato trasmette affidabilità e radici.
Studiare il contesto e il target
La palette colore non vive nel vuoto: si deve inserire in un mondo già pieno di messaggi visivi. Studiare il contesto aiuta a capire come distinguersi senza risultare fuori luogo.Se lavori per un brand tech, ad esempio, noterai quanta parte del settore utilizza blu, azzurri e grigi. Non significa che devi evitarli, ma devi chiederti come usarli in modo originale, oppure se c’è un’altra direzione cromatica che può comunicare innovazione senza cadere nel cliché.
Allo stesso tempo, analizzare il target è fondamentale: una palette che funziona per un pubblico giovane potrebbe risultare eccessiva per un’audience più professionale.Pensiamo a “DataMind”, un’azienda immaginaria che sviluppa software B2B. Una palette composta da blu scuro, accenti turchesi e bianco potrebbe comunicare solidità, precisione e trasparenza — qualità essenziali per un brand che deve trasmettere fiducia.
Costruire una palette equilibrata
Una buona palette non è mai composta da colori scelti a caso: deve avere un ritmo e una gerarchia.Di solito, una palette efficace include:
un colore principale, che rappresenta il cuore del brand o del progetto;
uno o due colori secondari che creano armonia o contrasto;
colori neutri che danno equilibrio visivo e permettono al contenuto di respirare.
Ma più che rispettare una regola, è importante osservare come i colori interagiscono tra loro.Ad esempio, se stai sviluppando un progetto fashion come “Maison Riva”, un brand immaginario di abbigliamento minimal, potresti partire da un tortora caldo come colore principale. A questo potresti affiancare un petrolio profondo come accento e un crema molto desaturato come neutro. Il risultato sarebbe una palette elegante, rilassante e sofisticata — perfetta per un brand che vuole comunicare cura e ricercatezza.
Giocare con saturazione e luminosità
Spesso, scegliere una palette non significa trovare nuovi colori, ma lavorare con le loro varianti. Cambiare saturazione e luminosità può trasformare completamente la percezione di una tavolozza.Un rosso brillante è energico e diretto, mentre un rosso bruciato, più caldo e scuro, trasmette profondità e tradizione.La stessa cosa vale per i blu, che possono sembrare tecnologici o istituzionali a seconda di come vengono modulati.
Un trucco utile è creare una piccola scala tonale per ogni colore principale: ti aiuterà a mantenere coerenza nei vari utilizzi, specialmente se il progetto prevede digital e stampa.
Testare i colori nel contesto reale
Una palette può sembrare perfetta sulla carta, ma rivelarsi poco efficace una volta applicata ai layout reali. Ecco perché è fondamentale testare i colori su mockup, interfacce, post social o materiali stampati.Spesso, un accento troppo vivace diventa invadente, o un neutro troppo debole perde presenza.
Per esempio, durante lo sviluppo dell’identità di “Caffè Ombra”, un concept immaginario per una catena di caffetterie moderne, la palette iniziale prevedeva un marrone cioccolato molto ricco. Tuttavia, sui materiali digitali risultava troppo pesante. La soluzione è stata schiarire leggermente il marrone e introdurre un grigio caldo che armonizzava l’intero sistema visivo.
Creare coerenza, non rigidità
Una palette ben progettata non è un vincolo rigido, ma una guida. Serve a garantire coerenza e riconoscibilità visuale, lasciando comunque spazio all’evoluzione del brand o del progetto.Puoi prevedere varianti per l’uso digitale, accenti stagionali, tonalità alternative per campagne speciali. L’importante è mantenere l’identità di base, quel nucleo visivo che permette al pubblico di riconoscere immediatamente il progetto.
Conclusione
Scegliere la color palette giusta non è un esercizio estetico, ma uno dei passaggi più strategici del processo creativo. Richiede ascolto, analisi e sensibilità. Quando i colori dialogano tra loro e con l’identità del progetto, si crea un linguaggio visivo potente, capace di raccontare una storia prima ancora che vengano lette le parole.




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