Le 10 regole d'oro per il font perfetto
- Leonardo G.

- 25 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Scegliere il font perfetto è una delle decisioni più delicate quando si costruisce un logo o un’identità visiva. Un carattere tipografico non è solo “una scritta”: è personalità, tono di voce, atmosfera. È ciò che permette al pubblico di percepire un brand come elegante, giovane, tecnico, giocoso o premium… ancor prima di leggerne il nome.
Quando lavoro ai loghi dei miei clienti, passo buona parte del processo proprio nella selezione tipografica. È lì che prende vita il carattere del brand. Vediamo insieme come individuare il font ideale e dove trovarlo.
1. Parti dalla personalità del brand
Il font deve rispecchiare il mood del marchio:
Un brand di cosmetici luxury → serif eleganti e raffinate.
Una startup tech → sans geometriche, pulite, contemporanee.
Un ristorante vegano → font organici, morbidi, magari con un tocco handwritten.
Se il brand fosse una persona, come parlerebbe? Questa semplice domanda ti guida già nella direzione giusta.
2. Considera la leggibilità
Un font bello ma poco leggibile è inutile. Ricorda: il logo deve funzionare ovunque, anche piccolissimo. Testalo in bianco e nero, capovolto, stampato, ridotto a 1 cm.
3. Evita i font troppo di moda
I font "trend del momento" sembrano cool oggi, ma rischiano di far invecchiare il logo in pochi anni. Cerca invece qualcosa di più timeless.
Esempio: molti brand streetwear hanno usato pesantemente le “wide fonts” nel 2020–2023. Risultato: oggi molti di quei loghi sembrano già datati.
4. Non usare font abusati
Ci sono font che il mondo del design ha finito per “consumare”: Montserrat, Gotham-like, Bebas Neue… belli, ok, ma visti ovunque. Un brand davvero unico merita una scelta tipografica con più carattere.
5. Prova abbinamenti
Per un logo spesso basta un solo font, ma nelle identità visive potresti aver bisogno di una piccola famiglia:
Un serif per il logo,
Un sans per testi e comunicazione,
Un display per accenti.
Esempio pratico:
Logo: Playfair
DisplayTesti: Inter
Sottotitoli: Manrope
6. Controlla le licenze
Non tutti i font sono liberi per uso commerciale. Alcuni sono gratis solo per uso personale, altri richiedono licenze specifiche per packaging o loghi. Prima di scegliere, verifica SEMPRE.
7. Personalizza il font
Anche un font comune può diventare unico se modificato:
Una lettera personalizzata
Un taglio obliquo
Un legame tra due lettere
Una curva ridisegnata
È quello che spesso faccio per i miei loghi: prendo un font base e lo trasformo in qualcosa di irripetibile.
8. Testalo in contesto reale
Non limitarti a guardarlo su uno schermo bianco. Inserisci il font su mockup:
Insegne
Packaging
Etichette
Post social
Siti
Biglietti da visita
Spesso è lì che capisci se funziona davvero.
9. Scegli tra font gratuiti e premium
Ecco alcuni ottimi siti dove cercare font:
Font gratuiti (e di qualità):
Google Fonts – facilissimi da integrare, ottimi per web e brand versatili.
Fontshare – collezioni moderne e curate.
DaFont – attenzione alle licenze, ma perfetto per font display particolari.
Font professionali (a pagamento):
MyFonts – la libreria più completa.
Creative Market – ottimo per font display artistici.
TypeType – sans eleganti e geometriche.
Adobe Fonts – incluso con Creative Cloud, ideale per progetti professionali.
10. Chiedi sempre consiglio a un professionista
La tipografia è un mondo enorme. Affidarti a un designer (come me 😉) evita errori comuni, ti permette di trovare soluzioni uniche e soprattutto ti garantisce una brand identity coerente e solida.
Una chiacchierata informale può già chiarire molti dubbi e indirizzarti verso la scelta perfetta per il tuo progetto.




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